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Il Castello Medievale di Scicli oggetto di un’attesa passeggiata archeologica

Anche Scicli vanta di un’ampia area archeologica sottoposta a vincolo e oggetto di un opera di recupero e manutenzione: si tratta dell’altura collinare ospitante il Castello Medioevale detto dei Tre Cantoni. Proprio ieri pomeriggio, quasi al tramonto si svolta un’attesissima passeggiata archeologica condotta dal Dirigente della Sezione Archeologica di Ragusa, il Prof. G. Di Stefano che ha accompagnato alla visita numerosi partecipanti giunti a Scicli, per l’occasione, da tutta la provincia.

Il castello di Scicli può considerarsi un unicum nel panorama dei castelli medievali della Sicilia S-Orientale perché visitabile nelle sue strutture pre-terremoto e perché, ancora, in fase di studio preliminare, pertanto una consistente campagna di scavi potrebbe rivelare fasi edilizie intermedie rispetto alle maggiori finora stabilite dai saggi effettuati dalla Soprintendenza ai BB. CC. AA di Ragusa a partire dal 1991.

Il complesso fortificato sorge su un acropoli rocciosa difesa naturalmente su tre lati dalle due vallate di San Bartolomeo e di S.M. la Nova e da un ampio fossato che sbarra l’accesso da Est. Dalle indagini archeologiche sono emerse almeno tre fasi edilizie: la più antica posta nella prima metà del 1300 ha visto la creazione del nucleo centrale della torre a pianta triangolare e la presenza di un paio di ambienti residenziali appartenenti al complesso più antico; la seconda si pone a partire dalla metà del XIV per concludersi circa cento anni più tardi con l’estensione del nucleo iniziale del castello verso la cava di S. M. la Nova grazie alla realizzazione di due torri quadrate e di un muraglione a tenaglia collegato al fossato intagliato direttamente nella viva roccia. Chiude per ultima la fase rinascimentale o pre-terremoto con l’ampliamento dell’edificio fortificato e lo sviluppo di alcuni quartieri abitati per la presenza di un gran numero di castellani come si rende evidente dai resti degli alloggi ubicati nel versante meridionale di San Bartolomeo.

Molte le domande e le curiosità dei visitatori e degli studiosi che hanno assistito letteralmente incantati alla spiegazione dell’orografia del territorio, dell’impianto urbano, della struttura difensiva e della vita medievale della città di Scicli godendo di un panorama mozzafiato che all’orizzonte permetteva un collegamento visivo col Mar Mediterraneo.

Come anticipato dall’archeologo Di Stefano il sito visitato si spera diventi al più presto un parco archeologico collegato al sottostante quartiere rupestre di Chiafura con un antiquarium nel quale saranno conservate le ceramiche e i reperti provenienti dall’area interessata. 


Monica Carbone

    sciclinews.com - 05/09/2008


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Commenti alla news: (13) Ordina commenti per:
La contraddizione a tutti i costi
Lei pur di contraddire le cose che scrivo  non esita ad esprimere dubbi e pelose indulgenze su verità che non conosce affatto. E dire che la mia risposta era assolutamente pertinente ad un intervento postato da un precedente lettore. Come ben ha realizzato Bensai. A volte forse non si capisce quello che si legge. 
Postato da: Un Uomo libero. il: 09/09/2008
maaaaaaaaaaaaaaaa
del castello medievale siamo andati a finire a san biagio.
non comment......................................................................................
Postato da: IN NOMINE DOMINI il: 08/09/2008
Caro Un Uomo libero.........
Caro Un Uomo libero quello che dice lei è vero lo sottoscrivo ma le ricordo che una volta si parlava di "ripristino dei luoghi" ora si parla e si scrive di riapertura..........anche questa "armazza logna" di Sindaco dimentica molte cose....saranno i fumi del potere..... che hanno obnubilato il suo povero cervello ! 
Postato da: Bensai il: 08/09/2008
Ma scusi...
Tutti sanno che cosa fu storicamente San Biagio. La dottoressa Caffo, responsabile della  Soprintendenza di Siracusa  per la sezione Ragusa,  si battè strenuamente per salvarlo.  Così lo stesso Ronnafridda.  La discarica é diventata il baricentro di questi due antichissimi e notissimi  insediamenti storici. Nessuno poté  contro l'ottusità di certa politica  ( di cui il sindaco Falla  fu degno rappresentante)  e l'ostinata , quanto interessata,  determinazione  di alcuni personaggi influenti e coinvolti a coprire di spazzatura  una cava  di irregolarità  contabili,  amministrative. Buco nero di interessi che vide coinvolti notabili della città ancora relativamente attivi nell'ambito politico cittadino.
Con chi dobbiamo prendercela se tutto fu studiato a tavolino?
Postato da: Un Uomo libero. il: 08/09/2008
matto del villaggio
Di tutte queste storie di insediamenti distrutti col beneplacito di vecchie amministrazioni maledette non rimane, appunto, che qualche aneddoto sussurrato tra pochi abitanti dei rispettivi luoghi... Mi pare che l'unica cosa da fare è denunciare pubblicamente questo stato di cose, in modo da far nascere, prima o poi, un circolo virtuoso: fase 1: io dico pubblicamente che in un determinato posto c'è una necropoli, un monumento da riscoprire ecc., e che bisognerebbe scavare. La soprintendenza e gli amministratori mi coprono di ridicolo ma la stampa, in ogni modo, dà conto della vicenda più o meno criticamente; fase 2: prima o poi, anche dopo secoli, ciò che doveva emergere emergerà, non importa in che stato, se più o meno frammentario: difficile distruggere COMPLETAMENTE qualcosa. E quando qualcosa emergerà allora gli storici ricostruiranno le vicende e verificheranno quanto cani siano stati i responsabili della tutela, che preferirono tacere scoperte scomode pur di far carriera e di ingraziarsi i politici Così facendo si daranno i nomi ai responsabili e si capirà che non è bello passare alla storia, per fare un esempio, come il sindaco comunista che, insieme ad altri, fece distruggere il convento gesuitico di Scicli per avere al suo posto la Lipparini-Micciché!! Perché di questa gentaglia si sa sempre tutto ma non si fanno mai apertamente i nomi... Allora, se parliamo per esempio del costruttore del mostruoso palazzo Bicatex in Corso Umberto a Modica, il celebre Pluchino, che costruì, non si sa come, al posto di un MONUMENTO NAZIONALE staticamente perfetto, si potrebbe additarlo come ignorante o peggio, e svelare le segrete trame che portarono soprintendenze e municipi a creare gli orrori che deturparono e, si badi, stanno ancora oggi per deturpare le nostre città!! Insomma, chi sa parli pubblicamente!! (scusate la lunghezza...)
Postato da: Mischinieddu il: 07/09/2008
Playa grande
Mi raccontava mio padre è sorta sui resti a valle di quella che era una grande città, colonia siracusana, prima che il confine dall'Irminio si spostasse all'Ippari. Mi raccontava pure che i resti furono frettolosamente distrutti o incapsulati nelle fondazioni di cemento armato quando si fece il villaggio. Col beneplacito dell'amministrazione comunale dell'epoca che rilasciò tutti i progetti.
Da Terrapalombo fino a Zappulla lo sanno tutti che la zona é una vasta necropoli. Però tacciono. Se la Soprintendenza facesse scavi seri, i terreni dovrebbero essere  espropriati e questo scatenerebbe un manicomio.
La discarica distrusse la storia millenaria di San Biagio. Lo sapevano tutti che cos'era stato San Biagio. Del resto le tombe sono a pochi metri dall'immondezzaio provinciale. Non solo. A valle della discarica insistono gli insediamenti di Ronnafridda. Eppure nessuno ha potuto fare niente per evitare quello scempio. Qualcuno ci provò e fu messo a tacere.
Postato da: Un Uomo libero. il: 06/09/2008
eloquenze
il flusso di monete e di statuette provenienti dalla bassa valle dell'irminio è molto eloquente
come è eloquente la enorme quantità di pietra concia sparsa che viene cavata dai terreni agricoli per renderli praticabili

là c'era una città fiorente

oggi c'è il mercato nero d'antichità

buoni simu misi
Postato da: archè-o-logos il: 06/09/2008
Dilettanti allo sbaraglio
Sono assolutamente d'accordo sulle pseudo competenze della Soprintendenza. Come da tempo insisto con amici e responsabili amministativi sull'utilità di scavare il "Maestro". Però tutto questo non si può fare.  Ci sono sicuramente delle connivenze poltiche  e di altra natura che vietano  tale campagna.  Quella fattoria che  coltiva  campi  ben più importanti  dei campi di mais raccolti dentro una ipotetica  riserva di caccia, avrebbe da tempo dovuta essre spazzata via.  Scomparire! Come irresponsabile fu rilasciare concessioni edilizie proprio a ridosso di luoghi che sono tutto ciò che ci resta: la nostra Storia. Forse ci restava.  Ed ora a poco a poco non ci resta più perché l'ingordigia degli uomini la stanno spazzando via. Già ci avevano tentato alcuni privati ubicando una cava per blocchetti dove invece avrebbe dovuto sorgere un antiquarium. Chi deve vergognarsi si vergogni.
Postato da: Un Uomo libero. il: 06/09/2008
Bravo Glauco
Glauco ha ragione.
Maistro, RonnaFridda-SanBrasi e grotta Maggiore sono i tre siti più interessanti del territorio.
Al Maistro c'è una città, ne sono certo. Una grande città. Che sia Kasmenae?

in planitia ponebant kasmanae......
ma il castello è siculo o trecentesco? Diamine la differenza non è di cento anni ma di duemila!
Postato da: archè-o-logos il: 06/09/2008
il castello?
pur non sottovalutando l'importanza dell'area del castello, vi dico che se non si riuscirà a scavare all'interno dell'area del Maestro ( off limits da decenni a tutti quanti, soprintendenza compresa ...) e del fiume Irminio, Scicli avrà un pezzo di storia fondamentale mancante.
Discorso analogo potrebbe farsi per l'altro insediamento greco-romano di Ronna Fridda.
Il Maestro conserva sotto un modesto strato di terriccio apparentemnte coltivato a cereali, un agglomerato a pianta regolare di chiara origine greca, indagato tra l'altro in parte proprio da Di Stefano, e il secondo tempio certo di tutta l'area iblea, di cui solo Militello padre ha fotografato alcuni frammenti, oggi scomparso nel nulla!

Ma nessuno ha il coraggio di metterci le mani: meglio crogiolarsi con le menate del castello a tre punte e dei bagni di mezzanotte. Continuiamo così, facciamoci del male.
Postato da: Glauco il: 06/09/2008
soprintendenza
...poi, se mi si permette, la soprintendenza lavora con le competenze che ha... potrà mai uno studioso serio (Di Stefano) coprire una cronologia che va dalla preistoria al Medioevo e all'Età moderna?? A me sembra esagerato, e difatti si veda la questione del cosiddetto "vagnu" di Santa Croce Camerina: non sanno dire se sia architettura islamica o cristiano-bizantina, se un hammam, un mausoleo (!!!) o una chiesa ariana (PUM!). Si veda qua: http://www.corrierediragusa.it/public/articoli/3460-s-croce-scoperta-archeologica.asp Poveri noi! E intanto a Modica si restaura il castello senza prima una seria campagna di scavo! Per me siamo in mano a dilettanti che maneggiano cose serie: le nostre radici!
Postato da: Mischinieddu il: 05/09/2008
domanda
e le voci sulla fondazione sicula della Rocca? Le affinità con la torre triangolare di Lentini?

Medievale..? Ma siamo sicuri?
Postato da: cogito ergo nenti il: 05/09/2008
ma io mi chiedo...
quando si avvierà una seria campagna di scavi archeologici nell'area del castello dei tre cantoni??? insomma, ci si riempie la bocca di passeggiate, scoperte...mura...torri, ma di cercare la reale situazione costruttiva del castello, manco a parlarne. i libri degli scrittori sciclitani parlano di mosaici, lapidi, che si trovavano nel castello, tutto questo deve essere ancora scoperto!!! a quando??? quando i tombaroli arriveranno per primi e si arrafferanno le nostre radici per svenderle al mercato nero del collezionismo? sbrighiamoci a recuperare la nostra storia, e a conservarla nella nostra stessa città, senza che emigri in altri centri della provincia di ragusa e anche fuori!!!
Postato da: Davide Militello 87 il: 05/09/2008

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