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Socrathe. Google: il Neo-imperialismo del sapere

Finalmente ho conosciuto l'etimo delle zucchine alla scapece, «‘Esca Apicii’, cioè cibo di Apicio,  famoso buongustaio romano, autore del celeberrimo ‘De Re Cocuinaria’». Eppure avevo letto il “de re cocuinaria”. Alzi la mano chi non possiede almeno una copia del testo di Apicio nella propria biblioteca! Apicio è la bibbia dei fornelli di Roma. Appunto, lo sapevo. Eccome se lo sapevo! Ma non ricordavo. Capita.. Capita troppo spesso a dire il vero. E non è un’esclusiva del mio labile canale neuronale. Capita un po’ a tutti di non ricordare. O di non voler perdere tempo  a ricordare. Tempo fa scrissi della differenza tra cultura ed erudizione. E nel sapere del 2.0, che schifo di definizione che m'è venuta, ma è la verità purtroppo, l'erudizione è merce assai rara. Google ha rovinato la memoria, il ricordo. Basta digitare "socrate", ad esempio, sul motore di ricerca più cliccato nel Mondo che la maieutica ti si spiaccica in faccia sullo schermo del pc come i moscerini sui Ray Ban quando si andava in vespa e senza casco. Google risolve le questioni della ragione e della memoria. Anzi, a che serve studiare? C'è Google che fa tutto per me! Google ragiona e decide per me. Google ricorda tutto. Che memoria! E siamo solo all'inizio di questo neo-Imperialismo della conoscenza e dei ricordi. Sì, avete letto bene, neo-imperialismo. I Signori di Google hanno un potere immenso nelle loro mani: "indicizzare" il sapere del mondo. Google non è un semplice motore di ricerca. Google è un arma di distruzione di massa. E di memoria. Non sto scherzando. Ma è possibile che a parlarne sia un semplice commento del sottoscritto in un blog di periferia? Non avete mai pensato a questo?

Due giorni fa ho chiesto a Santhippe :

 - perchè le zucchine fatte in quel modo si chiamano alla scapece? Lei rispose, in un nanosecondo e con il sorriso di sempre:

- Mi pare che Matilde Serao ne parli nel suo "Ventre di Napoli" riferendosi ad Apicio. Non vorrei sbagliarmi.

Non si sbagliava. Santhippe nascondeva la timida e colta erudizione dietro un “forse” di circostanza, poiché era ed è consapevole di ciò che ha letto e studiato, e che ricorda, bene e sempre. Una sfacciata consapevolezza che non ostenta quasi mai. Quasi. Guai a pestarle i calli del sapere! Mai sia!. Lei è così. È fatta così. Risolve le questioni storiche e letterarie con naturalezza. E senza accendere il motore del superalgoritmo di Mountain View. Ecco la differenza tra cultura da strada, la mia, e erudizione colta, la sua.

Santhippe non ha bisogno di Google per ricordare ciò che conosce. O meglio, Santhippe è consapevole di sapere. E non si fa "infinocchiare " da Google per qualsivoglia appetito culturale. State attenti miei cari perchè Google non è la Bibbia della conoscenza. Vi faccio sorridere. La regina Amalasunta non è mai stata Imperatrice. Lo dice la storia. Provate a digitare “Imperatrice Amalasunta” su Google. I primissimi risultati sveleranno l'arcano. Provate adesso ad indossare i panni dello sprovveduto che cerca notizie su Amalasunta in rete. La troverà anche Imperatrice! Lo dice Google. E Google non sbaglia. Vaglielo a spiegare al ricercatore allo sbaraglio che me lo sono inventato io!! Che Amalasunta l’ho incoronata Imperatrice in una notte per questioni di Tag. Come siamo caduti in basso. Per un Tag sfidiamo la storia. Anzi, la riscriviamo.

Tutto questo per ricordarvi di stare sempre attenti ai risultati di Google. Filtrateli con le vostre conoscenze. Fidatevi più della vostra memoria storico-letteraria che del risultato matematico. Non lasciate mai i vostri figli da soli durante una ricerca su Internet. Aiutateli a ricordare.

Socrathe

è un commento all'articolo di Santhippe pubblicato su Sciclinews, qui.

 


    sciclinews.com - 05/09/2008


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Commenti alla news: (6) Ordina commenti per:
Pagine bianche
Carissimo Ric,
se avessi avuto Google alle elementari, oggi non sapresti manco trovare un cognome sulle pagine bianche. In formato cartaceo, of course.
Chiedi alla tua gentilissima consorte quanto è importante conoscere le fondamenta della lingua, la sequenza naturale delle lettere dell'alfabeto, le sillabe, i dittonghi, gli accenti, la punteggiatura, etc, per un bambino.
Digitare su Google "Sciclinews", senza aver consapevolezza delle coordinate alfabetiche e della sua posizione nel vocabolario naturale, è l'inizio di una distruzione di memoria, di massa.

Mi spiego. Il motore di ricerca delle enciclopedie cartacee era l'indice, ricordi?

Bene, se "sciclinews" fosse stato trattato dalle enciclopedie tradizionali, tu avresti cercato il lemma scorrendo la sequenza alfabetica di quell'indice, testuale, stampato su carta, così, leggendo e ricordando: ..-p-q-r-s.. stop. Ti fermavi alla esse, e poi continuavi sa-sb-sc.. stop. E poi ancora, nel sottogruppo, sca-sce-sci.. stop. Fuoco!
Avevi trovato quello che cercavi. Avevi sondato l'indice alfabetico per consonanti e vocali. Era una soddisfazione. Diciamolo!
Adesso con un gesto meccanico digiti il lemma all'interno della barra di ricerca del motore dell'ignoranza collettiva e giù coi risultati.
Bello eh! E i nostri bambini saranno i futuri ignoranti di domani.
Ah, già, i risultati matematici. L'enciclopedia ti dava la certezza, con Google affidi la conocenza al caso, e alle burle di Socrathe.

Postato da: Socrathe il: 09/09/2008
Noi non avevamo Google. Purtroppo!
Tu lo dici con nostalgia, io lo dico con rimpianto. Nessuno può demandare ad altri l'onere del suo apprendimento. Non ci sono alibi. Ma nemmeno puoi colpevolizzare chi ti mette in mano uno strumento formidabile. Una volta bastava comprare l'enciclopedia per essere proprietari di tutto lo scibile. Nessuno accusava le case editrici di offrire un sapere prêt à porter. Ma se io avessi avuto Google sarei un paio di decenni più avanti.
Postato da: ric il: 08/09/2008
La matematica di Google
Ric, carissimo,
ti manca un passaggio fondamentale: Google indicizza tutto. Il vero e il falso. E non dà conto a nessuno delle sue "memorie". L'esempio dell'imperatrice amalasunta è emblematico. Ovvero, Google è il primo motore di ricerca al mondo? Indi la memoria, il ricordo, la cultura di tutti noi passano dalle pagine dei signori dei links. È l'unico dato certo in nostro possesso. Il 90% dei frequentatori dell'algoritmo (italianissimo, ribadiamolo sempre, sia mai qualcuno lo scordasse) prendono sempre per buono il risultato della query.
Che ne sanno i "ricercatori" di ranks e di tags? Che ne sanno di links e di paging? È qui il problema. La capacità di filtro tende a scemare. Ovvero (e son due) l'uomo sarà sempre più pigro a ricordare e si fiderà sempre più del risultato matematico di casa Google. Risultato matematico! Il che non vuol dire certo e sicuro.
 Avremo un pianeta conquistato dall'ignoranza senza far uso di lobotomia e di pozzi di memoria da succhiare. Cultura colonizzata, falsa, e di terz'ordine.
Un consiglio alle maestre, ai professori: AIUTATE I VOSTRI RAGAZZI A RICORDARE!
Riccardo, noi non avevamo Google, non lo scordare.
Nota:
Con te posso usare anche un linguaggio tecnico senza ingolfare la discussione con spiegazioni di terminologie strane.

Postato da: Socrathe il: 08/09/2008
O superpotenze o si muore
Che Google sia un superpotenza è un dato di fatto. Ma che sia deleterio che lo sia diventato è discutibile. C'è una sola vera superpotenza nel mondo dell'informatica, che si chiama Microsoft, la quale non usa metodi molto democratici. Google ha tutto il merito del suo successo. Ha soppiantato vecchie potenze come Altavista e Yahoo. Lo ha fatto perchè il suo motore è efficientissimo e democratico. In due giorni una pagina può essere indicizzata e comparire ai primi posti delle ricerche. Per fortuna che c'è Google.
Postato da: ric il: 08/09/2008
Toh chi si.. legge
Grazie Andrea, gentilissimo. Ho voluto solamente toccare un argomento tabù di cui si dovrebbe iniziare seriamente a discutere, a tutti i livelli. È un vero e proprio colonialismo di memoria e sapere. E molti non se ne sono ancora resi conto. Chi di dovere dovrebbe intervenire già da subito. Domani sarà troppo tardi.
Grazie ancora.

Ricordo a tutti che il Blog di Andrea Beggi su Information e technology è il più letto in Italia.
Lo potete trovare a questo indirizzo:

www.andreabeggi.net/
Postato da: Socrathe il: 08/09/2008
Complimenti
Molto interessante questo articolo. L'autore ha pienamente ragione, infatti su Internet della super potenza di Google non se ne parla o se ne parla talmente poco che è difficile trovare un articolo come questo. Gli autori del web hanno paura a parlare male di questo motore di ricerca perchè le spie elettroniche potrebbero penalizzare i loro siti. Complimenti a voi che avete avuto il coraggio di parlarne apertamente subito dopo il lancio del browser di casa Google. Complimenti anche per il sito e per la qualità del prodotto culturale che offrite. Vi leggerò ancora con piacere, continuate così.

Andrea Beggi
http://www.andreabeggi.net/



Postato da: Andry B. il: 07/09/2008

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